MARIA GRAZIA's profileMaria Grazia STORYPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Ecco a voi, una parte del mio libro.. Avevo appena compiuto 17 anni, era trascorsa l'estate piu bella della mia vita, nella quale avevo riso, pianto condiviso ogni cosa insieme ai miei piu cari amici. Era Ottobre pensa un po, mi ricordo ancora il mese, mi trovavo come di consueto insieme a tutti loro, e stavamo facendo la solita partita pin-pong, quando ad un certo punto vidi entrare Saverio...
...insieme a lui c'era un ragazzo che non avevo mai visto prima, era un ragazzo carino, ma troppo sicuro di se, del suo modo di fare, della sua bellezza. A pelle sentivo che non potevo fidarmi di lui, lo evitavo, a volte non gli rivolgevo nemmeno la parola,avevo paura, come se dentro di me sentissi già da allora che sarebbe stata la fine di tutto. Pensavo inizialmente che sarebbe venuto poche volte li in quell'appartamento sopra la chiesa, che si fermasse solo perche di passaggio, ma mi sbagliavo.... cominciò a venire spesso, poi ogni giorno, non faceva altro che girarmi intorno e più lo faceva più lo detestavo. Ma le settimane passavano, i mesi anche...poi ricevetti la notizia che Ale mi aveva tradita con Flavia, una ragazza appena conosciuta. Cominciò cosi per me un periodo brutto, piangevo, ale mi mancava, ma nonostante tutto, proprio per la voglia di vederlo mi recavo in quell'appartamento. Un pomeriggio come tutti gli altri, tra una sigaretta e un'altra, mi ritrovai seduta nella prima stanza a parlare con Marco, quel ragazzo che fino a poco tempo fa detestavo e che per nessun motivo volevo averlo tra i piedi... Ma quel giorno era diverso, quel pomeriggio Marco era diverso, era Marco!!!! Mi raccontò un po della sua vita, quello che aveva fatto nel corso dei suoi anni, le sue esperienze, ma anche le sue delusioni. Passarono le ore e noi li, sempre a parlare, parlammo tanto, forse anche troppo. Da quel momento Marco divenne per me una persona speciale, un amico di cui potermi fidare, mi convinsi del fatto che sbagliai a pensar male di lui, che in fondo era davvero un bravo ragazzo, splendido, pieno di cose da scoprire. Più passava il tempo piu mi legavo a questa persona... Un giorno, lo vidi entrare dalla porta aveva un sorriso vero, una faccia felice, piu del solito, mi stranizzai e gli chiesi il perche di tutta quell'allegria... ... Mi guardò e mi disse: Gioia mia, è arrivata!!! Ho superato il concorso a Gennaio vado via da qui!!! Mi sentii morire, ma nonostante tutto lo abbracciai fingendo una faccia felice... Dopo pochi minuti uscii fuori con la scusa di una sigaretta e continuavo a chiedermi il perche di quella sensazione che avevo provato... Continuavo a chiedermi: "Mary, che ti sta succedendo, Marco è solo un amico..." Ma niente nella mia mente rimbombavano sempre le stesse domande, niente, nessuna risposta capace di togliermi questo dubbio. La sera arrivai a casa, venni assalita da una gran voglia di vederlo, di poter parlare con lui,volevo mandargli un sms, stavo per farlo ma mi bloccai.... Andai a letto e continuavo a pensarlo... Il giorno dopo in meno di 2 ore senza nemmeno accorgermene di cosa stavo facendo, tapezzai il banco con il suo nome... Non ero stata ad ascoltare la prof, nemmeno 2 min, ero totalmente fuori dall'aula, la testa era a Marco, solo ed esclusivamente a lui. Fui pregata dalla prof, di accomodarmi fuori, mi aveva chiesto di continuare il suo discorso (accortasi della mia assenza mentale) e io... non sapevo di cosa si fosse parlato per tutto quel tempo... Lungo il corridoio, lui in ogni angolo... La sera uscimmo con i miei amici, del fatto che ale fosse con Flavia non mi faceva piu nessun effetto, non facevo altro che messaggiare con Marco, quella sera era insieme a Saverio, avevano organizzato tutti una corsa ai Kart. La mattina seguente, Domenica, ci ritrovammo tutti a San Michele, c'era anche lui, solita partita a ping-pong... Avevo ricevuto uno squillo da Michelangelo, forse aveva bisogno di me, stavo per andare da lui, quando dopo aver attraversato il corridoio, all'interno della prima stanza vidi Marco, entrai e gli chiesi cosa stesse facendo, fu li che mi tirò verso di lui afferrandomi il braccio, mi alzò la testa e mi diede un bacio, un bacio furtivo, ma ricco di tenerezza. Eravamo imbarazzatissimi, io più di lui, ma sotto quell'imbarazzo c'era una gran felicità, penso da parte di entrambi. Fu così, come dipinta di rosa, che cominciò l'esperienza più traumatica della mia vita.... Erano passati giorni non piu di un mese da quel giorno, dal giorno in cui ci scambiammo il primo bacio, era il 2 di Novembre giornata di commemorazione dei defunti (come se qualcuno da lassu volesse avvisarmi che quella storia sarebbe morta e anche nel peggiore dei modi) quando decidemmo di provare a stare insieme. Tutto da quel momento era come se si fosse messo contro di noi. Passarono un paio di settimane, Michelangelo venne a dirm che Ale aveva lasciato Flavia e che soffriva per la mia storia con Marco, inoltre arrivò la lettera ufficiale, Il 9 Gennaio Marco doveva trovarsi a Verona .... Tutto si era rivolto contro di noi, contro quella storia che volevo continuasse con tutta me stessa, in realta adesso tutti questi impedimenti che portarono alla prima rottura con Marco, adesso li vedo come dei segnali, come qualcosa che voleva farmi capire che da quella persona dovevo allontanarmi a tutti i costi. Come ho scritto, tra me e lui ci fu la prima rottura: ci lasciammo!!!! Arrivò Natale, io e lui eravamo rimasti in buoni rapporti, andammo insieme alla messa , alla fine della celebrazione mi chiese di andare insieme a lui a prendere qualcosa da bere, e accettai, anche perche avevo una gran voglia di star da sola con lui, visto che la partenza era sempre piu vicina... Insieme andammo alla rupe atenea, la zona piu alta di agrigento, dove insomma si vede un bel panorama... ....sarà stata l'atmosfera, sarà stata la voglia di farlo, le sue labbra non si staccarono dalle mie per piu di 2 ore... Mi chiese di riprovarci, ma avevo troppa paura di quell lontananza e dissi NO... cOMINCIO UN PERIODO STRANO, USCIVAMO SEMPRE INSIEME, STAVAMO ORE IN GIRO CON LA MACCHINA, MA NON DA FIDANZATI... Era il 9 Gennaio 2005, Ultima sera, mancavano poche ore e quel maledetto treno avrebbe portato Marco, lontano da me per molto molto tempo. Cosi alle 23.00 sotto le note del mitico Vasco, un ultimo abbraccio tra noi... Passai la notte a piangere, mi mancava "L'AMORE MIO" era andato via da me, non c'era più accanto a me la mia guida, la persona che (anche se non volevo ammetterlo a me stessa) AMAVO piu di ogni altra cosa al mondo. Aspettavo con ansia la sua chiamata, quella chiamata nella quale mi diceva che era partito da casa... quando lo sentii era triste, forse piangeva anche... Il 10 Gennaio 2005, comincia nuovamente la nostra storia, una storia durata 2 anni circa, nei quali abbiamo condiviso momenti belli,BELLISSIMI, e haimè anche terribili, nei quali regnava la rabbia, la rabbia per un destino schierato contro di noi... Il nostro amore era vero, profondo, aveva battuto ogni ostacolo, di qualsiasi genere, ma da lassù qualcosa aveva gia programmato ogni cosa: dovevano separarci, in qualsiasi modo.... Il corso a Verona era finito, era arrivato il giorno delle destinazioni definitive, noi eravamo tranquilli, perche Sapevamo gia quale era quella di Marco: Roma ma.... Alle 23 mi arrivo un sms:" Amò non posso rispondere, sto parlando con il tenente per le destinazioni, ti chiamo io quando posso...ti amo" Passò soltanto mezz'ora da quell'sms... Mars : BOLZANO!!!! IL CUORE DI MARCO SI FRANTUMO’, NON CREDEVA A QUELLO CHE LE SUE ORECCHIE AVEVANO APPENA SENTITO, QUANDO EBBE LA CONFERMA DI TUTTO MI CHIAMO. Mi squillò il cellulare, sapevo che era lui, risposi e sentii dall'altra parte del telefono soltanto la voce di un angelo, con il cuore distrutto che mi diceva: "Amò Bolzano, PERDONAMI" parlava come se la colpa di tutto fosse la sua, era con il morale a terra, stacco la conversazione per avvisare i suoi, io l'unica cosa che fui in grado di fare fu quella di andare da mio padre e vedere di poter sistemare qualcosa, ma niente, nulla da fare. Fu li che per Marco cominciò il momento piu brutto della sua vita, il terreno era venuto a mancare sotto i suoi piedi, alzando gli occhi vedeva che il mondo gli stava per crollare addosso.... Era sempre nervoso, litigavamo per ogni cosa, quando scendeva non riuscivamo piu nemmeno a fare l'amore, ne soffrivo ne soffrivo tanto, mi sentivo in colpa, perche in fondo sapevo che la causa di questo star male era la troppa lontananza da me. Cercavo in tutti i modi di farlo sfogare, parlare, volevo che buttase fuori tutta quella rabbia che aveva dentro, c'ero... La notte era una continua preghiera, pregavo Dio con le lacrime, affinche il mio Marco si riprendesse, io stavo male con lui, soffrivo con lui, anche se ho evitato a volte di piangere davanti a lui per non fargli pesare ancora di piu questa situazione... ma... c'ero... C'ero quando lui stava male, c'ero quando mi abbracciava piangendo, quando mi sussurrava "Amò PERDONAMI" solo perche non riuscivamo a fare l'amore, c'ero quando uscendo da uno studio medico per un mal di schiena riscontrando una LIEVE scoliosi per lui fu l'ennesima tragedia per ribbuttarsi giu... C'ero quando ha avuto bisogno di me... Mi ricordo le lunghe serate in macchina a parlare, ci guardavamo entrambi felici per aver superato ostacoli bruttissimi, lontananze infinite, per aver abbandonato entrambi le nostre amicizie, perche per noi bastavamo solo noi 2: Mary e Marco (Ci vantavamo di questa storia, camminavamo a testa alta per il nostro amore, un amore talmente forte da non avere nemmeno la paura di essere punito perche i nostri nomi furono scritti insieme nel registro dei piantoni….) Prese una terribile decisione, prese la decisione di abbandonare tutto, il suo sogno, quel sogno che aveva inseguito per tutta una vita,lo abbandonò, mollò tutto, ogni cosa:IL PROSCIOGLIMENTO!!! Non volevo, non volevo che facesse una cosa simile, sapevo quanto ci teneva a quella divisa, ho fatto di tutto, l'impossibile per farlo rimanere, ma niente, la decisione era quella e quella fu... Si trasferì nuovamente qui, aveva cominciato a lavorare, stava con me, i suoi erano felicissimi di riaverlo a casa, ma a lui tutto questo non bastava, stava male, anche se il sorriso dal suo volto non lo toglieva mai, per non farmi capire quanto in realtà il suo cuore fosse ancora li a Verona, ancora con quella divisa... Sempre nervoso, tutto gli stava stretto, litigavamo per ogni cosa, anche se lui sentiva caldo la sera nel traffico di San leone. Cominciò ad essere geloso, a me inizialmente la sua gelosia piaceva, mi faceva star bene, perche mi faceva sentire protetta... Ma li, in quel momento della mia vita il livello di stress varcò ogni limite... quante notti ho passato in bianco con mia mamma a parlare in cucina, quelle stesse lacrime amare che ogni tanto mi scappavano nella “nostra macchina” in realtà in cucina si triplicavano, avevo paura che da un momento all’altro tutto potesse finire…. Per me era arrivato il momento degli esami di stato, a scuola facevo il possibile per portarmi a casa meno compiti possibili, avevo i minuti, le ore contate per stare con lui e dovevo sfruttarle al meglio... Dovevo avere la testa sui libri invece non facevo altro che pensare a lui a come stava e ad un'ipotetica "CURA". Girava voce tra le 5° classi di una festa, una festa d'addio,cosi insieme agi altri rappresentanti organizzammo tutto, scambiandoci i numeri i telefono. Tra questi c'era Nicola, un ragazzo con la quale prima non avevo mai avuto nessun tipo di rapporto, con il quale non avevo mai scambiato nemmeno una parola. Questo ragazzo però comnicio a fare squilli, a mandare sms, usciva da una soria importante e voleva consigli e io a scuola durante l'intervallo, nell'atrio dell’istituto ne chiedevo a lui... Sapevo quanto Marco stesse male in quel periodo, non volevo complicare le cose per una cosa futile, per una persona di poca importanza, per uno squillo, per un sms che inizialmente arrivava di tanto in tanto, cosi nascosi tutto a lui. TrackbacksWeblogs that reference this entry
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